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Grillo, i grilli essiccati e il vade retro dei boy scout del Pd

Pape satan, pape satan Aleppe. Se Beppe Grillo, il leader, l’Elevato, invece di strizzare l’occhio all’autocompiacimento, nel somministrare la comunione  a base di grilli essiccati ai suoi accoliti, nel corso dello spettacolo di Torino, avesse usato l’introduzione del VII canto dell’inferno dantesco sarebbe stato perfetto. Invece ha optato per un più banale “corpo di Grillo” per la sua conclusione dal sapore evangelico. Un colpo di scena finale, per la prima data del suo nuovo tour Grillo vs Grillo, che ha scatenato una raffica di polemiche, probabilmente legate al clima di campagna referendaria e pre elettorale. Eppero’, forse,  quel riferimento a satana lo avrebbe preservato dalla ridda di critiche degli esponenti del Pd che hanno voluto intendere nella farsa di un comico un’espressione sacrilega. Di più. Il pape satan e’ utilizzato da Nanny Loy nel suo film “Amici miei atto III” come battuta per introdurre una messa nera. Nel pape satan qualcuno avrebbe potuto perfino vederci un rimando intellettuale all’ultima fatica postuma di Umberto Eco, appunto pape satan Aleppe, in cui l’autore tratteggia la cronaca di una società liquida con la sua crisi di ideologie, la crisi dei partiti alle prese con l’individualismo sfrenato. Società liquida dove non è facile trovare una stella polare, vissuta attraverso i volti familiari delle maschere della politica, le ossessioni mediatiche di visibilità che quasi tutti  sembrano condividere passando per la vita simbiotica con i nostri telefonini. La mala educazione. Il pape satan di Dante tra la stessa meraviglia, il dolore, l’ira, la minaccia e, forse, l’ironia. Ma quella di Eco e’ la stessa immagine apocalittica che affronta Michele Serra in “Ognuno potrebbe” in cui il protagonista, Giulio, non sopporta e non capisce l’io che diventa ossessione conducendo i suoi simili a fare spettacolo del proprio vivacchiare. Perciò, pur non compiacendosene, si sente estraneo, sospetta di essere un rompiballe stabile con il rimuginare sconsolato e comico di un vero e proprio eroe dell’insofferenza. Quanta verità rispetto alla nostra vita di tutti i giorni, da cui, forse presi nel meccanismo, e dal convulso scorrere del tempo non riusciamo a prendere le distanze?
Però nulla di tutto questo. Un comico deve scrivere testi semplici per gente semplice, e poco importa se finisce per essere parte e protagonista di quella società che sembra voler contestare, di cui critica le multinazionali che hanno creato l’informazione globale per profitto e si facilita la vita utilizzandone i prodotti. Grillo non è un asceta e’ pur sempre un comico che come tale cade nelle proprie contraddizioni. Quindi soggetto anche lui all’umano autocompiacimento, contraddizione che tanto lo avvicina ai personaggi vittima dei suoi strali.
Così niente pape satan, più facile inventarsi il corpo di Grillo e i grilli essiccati che hanno fatto sobbalzare i boy scout del Pd dopo l’exploit di Torino.
Grilli essiccati assaporati con una smorfia di disgusto dal senatore Alberto Airola e dal consigliere regionale Davide Bono. Mentre la candidato sindaco Chiara Appendino, schifittosa,  e’ riuscita a sottrarsi al rito del suo leader bofonchiando una giustificazione come “Io allatto, non posso”.
Ed è iniziata la bagarre politica. Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del consiglio ha dato fuoco alle polveri “Provo disgusto per la indecorosa sceneggiata di Grillo. Da padre mi domando se sia giusto ironizzare su quello che per me è un sacramento. Da cittadino mi chiedo come fanno ad essere credibili questi signori che stanno riducendo,la politica a un teatrino”. Il senatore Stefano Esposito rincara la dose e si scaglia sui colleghi “Non mi colpisce Grillo che obbliga i deputati a mangiare i grilli. Mi colpiscono loro, i rappresentanti del popolo che seguono il santone, e mi colpisce la candidata sindaco che ride e annuisce chiedendo di chiamare un dottore e possibilmente bravo. Sono una setta pericolosa, riti sabbatici, Casaleggio-iniziati”. Il vice segretario Pd Lorenzo Guerini parla di parodia blasfema, poi affonda “Se ce ne fosse ancora bisogno, con la sceneggiata di Grillo a Torino, fra l’indecenza e la stupidità, abbiamo la prova provata di cosa sia davvero il M5S, evidentemente in difficoltà,pur di attirare l’attenzione su di logo arrivano addirittura a mettere in scena una parodia blasfema. Chiedano scusa e si vergognino”.
Ma la querelle nazionale non approda sui social dei nostri politici locali. Anzi, Alice Salvatore, referente di Grillo e consigliere regionale pentestellata in Liguria , nemmeno se ne accorge. Tanto da cadere personalmente e involontariamente nella trappola di chi non ha visto nulla, non ha capito o semplicemente ha fatto finta. Come le tre scimmiette, insomma. E scivola con un suo commento su twitter e su facebook “Ho rivisto Grillo vs Grillo a Torino. Incredibile, lo spettacolo è sempre più bello. Cambia ogni volta, sempre diverso, apre nuovi scenari, nuove visioni del futuro che possiamo costruire insieme, e nuovi dettagli di uno dei grandi uomini. Ha/hanno creato tutto questo”. Poi una promessa “Non mi farò sfuggire neanche la tappa ligure a Sanremo”. E mi solletica una prima domanda. Come sarà messa la Salvatore con l’ingestione di grilli essiccati? Mi sono informato e ho trovato che solitamente costituiscono un mangime naturale per rettili e grossi pesci e li vendono nei negozi che si occupano di acquari. Ho trovato anche alcune ricette. Grilli essiccati con polenta. Occorrente 10 grilli e 100 grammi di polenta. Soffriggete i grilli in una padella con olio o burro. Preparate la polenta, tagliatela a fette e metteteci sopra i grilli. Ma nella mia ricerca sono incappato anche nel metodo per essiccarli. O al sole o mettendoli per qualche minuto in forno o addirittura asciugandoli con un phon. Si possono conservare come i funghi secchi. Per riutilizzarli basta metterli in padella al momento dell’uso o mischiarli ad altri ingredienti. Insomma se Alice Salvatore vuole portarsi avanti per poi vincere,a Sanremo, una umana ripugnanza può portarsi avanti. Tanto più che a quanto ho letto essiccare gli insetti fu un uso delle tribù primitive per utilizzarli nel tempo.
Ancora un quesito per l’esponente pentestellata della nostra Regione. Come farà a sentirsi la coscienza a posto dopo aver ritwittato sulla sua pagina personale il video di Grillo, sempre a Torino, che racconta la sua vita casalinga alle prese con familiari vegani e conclude “il mondo va verso il non mangiare carne”. La Salvatore lo inserisce commentandolo con un “go vegan” che è il movimento che si ripropone di portare più persone possibili ad abbracciare l’esperienza vegana. Ma Grillo confida di non essere vegano e infatti costringe i suoi fedeli a mangiare grilli caramellati. Dunque Elevato, quasi divino. Però tutto tranne che vengano. Del resto non è richiesto per far parte del Movimento.
E un anonimo su fb, riferendosi alla polemica nazionale, ironizza “Non tutto il male vien per nuocere. Nel tour c’è Roma… Di Maio, Raggi, il povero Di Battista”. Di fronte al menù a base di grilli caramellati si potrebbero anche prevedere ulteriori defezioni fra i pentestellati, in crisi nel riconoscere i loro capi carismatici, ormai divisi fra l’atteggiamento umano e quello di divinità pagane.
Ma c’è pure qualche raccomandazione per i boy scout del Pd che non sanno,più ironizzare e sorridere. In preda ad una crisi di accerchiamento e nervosismo preelettorale in cui hanno individuato come avversari principali gli esponenti del Movimento 5 Stelle. In passato oppositori della censura nella vicenda del sequestro del film di Renzo Arbore “Il pap’occhio” soggetto alla censura è ritirato dalle sale cinematografiche dopo appena tre settimane di programmazione nei cinema per vilipendio della religione. Era 1980 e i partiti del centro sinistra di allora dimostrarono minor osservanza rispetto alla religione. Dopo 19 anni il film venne riabilitato e nel 2010, a 40 anni di distanza  il portavoce dell’Opus dei Pippo Corigliano definì il lavoro di Arbore un film apostolico in stile cristiano. E nemmeno al giorno d’oggi nessun esponente del Pd ha criticato Maurizio Crozza per la sua gag in cui interpreta papa Francesco con un vecchio frigorifero sulle spalle da portare personalmente alla vedova Crocetti che abita sulla via salaria.
Ma Crozza rimane un comico e Grillo veste, di volta in volta, i panni del santone e del politico. E di quel satana che, in pieno clima elettorale, dopo le intercettazioni di Trivellopoli, vuole mandare a casa Bomba-Renzi. Quindi meglio pape satan Aleppe. Perché a volte il fine giustifica i mezzi, anche quando si ha a che fare con i sacramenti.

Il Max Turbatore

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